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venerdì 11 dicembre 2009
La Costituzione italiana
Non si può dire che una persona è grassa, sarebbe scortese: si dice che... è costituzione. Così mi dicevano quando ero piccolo e io ho sempre associato, da bambino, questa parola a qualcosa che si poteva "usare" per poter dire qualcosa che altrimenti non poteva essere detto. Oggi che sono più grande, mi rendo conto che la costituzione, quella italiana intendo, è proprio come pensavo allora: c'è qualcuno - e sono in tanti - che "usano" la costituzione della repubblica italiana come alibi per non fare o far fare qualcosa, ovvero le riforme. Riforme che questo Paese necessita più di qualsiasi altra cosa.
venerdì 6 novembre 2009
Il crocifisso della discordia
Che un simbolo religioso sia visto come un'offesa mi è già di per sè difficile da capire. Se poi il simbolo in questione è il crocifisso, allora non so davvero più cosa pensare. Non posso certo dirmi un fervente cattolico, ma sono credente, questo sì. In Italia si è superato il disagio dell'ora di religione nelle scuole dando la possibilità di sostituirla con un insegnamento alternativo. E non credo che i figli provenienti da famiglie non credenti si sentissero offese dal crocifisso: semplicemente non condividevano e non condividono quell'idea, quel simbolo. Legittimo, e infatti così è stato e si è trovata una soluzione.
Oggi si chiede a gran voce l'integrazione, si pretende la libertà di professare la propria religione in luoghi di culto che, ove non presenti, devono essere costruiti. Integrazione è accoglienza e confronto, non imposizione.
L'Europa, dopo averci voluto insegnare come si fa il parmigiano, ci impone di togliere il crocifisso dalle scuole perchè limita la libertà di educazione religiosa delle famiglie. Il crocifisso? Un uomo che assume su di sè le colpe altrui e per queste sacrifica la propria vita limita la libertà? Offende? No, vi prego, spiegatemi, perchè proprio non lo capisco.
martedì 6 ottobre 2009
Figli del silenzio nell'età della pietra

Ercole Ferraro. Un nome come un altro, uno tra i miliardi di nomi che restano appiccicati alle vite delle persone e le distinguono da quelle degli altri. La vita di Ercole Ferraro però si è fermata sabato mattina. Ex tranviere di Torino, Ercole Ferraro ha pensato bene di difendere la conducente di un autobus dall'aggressione di un ragazzino, un bambino di nemmeno 18 anni, il quale ha reagito colpendolo con due pugni al volto. Motivo della lite. Il minorenne voleva portare una bicicletta sul bus.
Si può morire per questo? Ercole Ferraro è deceduto due giorni dopo per un ictus conseguente all'emorragia cerebrale causata dai colpi alla testa. Ercole Ferraro aveva 76 anni.
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