Visualizzazione post con etichetta banche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta banche. Mostra tutti i post

mercoledì 28 aprile 2010

Evvia l'Europa Unita. Αντίο Ελλάδα


Qualche anno fa ci fu il crollo dell'economia argentina. Un intero Stato collassò sotto la pressione di un debito non più sopportabile dalle casse nazionali e così si chiuse bottega. Ne conseguì che chi aveva investito in bond e azioni argentine vide sfumare in un attimo i risparmi magari di una vita. Da questa parte del mondo si guardò con distacco a quel che accadeva nel povero e dimenticato da Dio Sudamerica: certo ci fu qualche preoccupazione non tanto per la nostra di economia, ma solo e soltanto per i nostri capitali investiti laggiù.

venerdì 15 gennaio 2010

Banche, banchieri e l'antico vizietto...



Le prime immagini della Crisi mostravano i dipendenti di alcuni dei più grandi gruppi bancari americani uscire dagli uffici con gli scatoloni in mano gli e sguardi bassi. A seguire arrivarono le lacrime di coccodrillo di banchieri e top manager i cui conti erano floridi più che mai, mentre i clienti perdevano i loro risparmi, senza sapere nemmeno perchè.

Ma loro, i top manager, piangevano miseria, imploravano l'aiuto del governo per scongiurare il crollo dell'economia americana e mondiale e, ovviamente, il fallimento delle banche stesse, altrimenti migliaia di persone avrebbero perso il lavoro e le conseguenze sarebbero state disastrose.