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domenica 4 ottobre 2009

L'Italia che dimentica


Il titolo di questo post doveva essere L'Italia dimenticata, ma poi mi sono reso conto che sarebbe stato banale. I misfatti che ogni giorno avvengono nel nostro paese, volutamente con la lettera minuscola, ci hanno assuefatto. I politci disonesti sono diventati un luogo comune, l'aria inquinata un dato di fatto, i morti nelle stragi (Ustica, Italicus, Moby Prince, Piazza Fontana, Stazione di Bologna e avanti così) un inevitabile dazio da pagare nell'ambito di una guerra senza vincitori nè vinti.

E noi italiani protestiamo, ci indignamo, ci ammucchiamo nelle piazze dietro slogan riciclati e lanciamo insulti e maledizioni. Poi ci sono quelli che avrebbero tutti i motivi per essere arrabbiati, i parenti delle vittime, i truffati, i malati e i deboli, ma loro hanno ben altro cui pensare che scendere nelle piazze. Loro sono l'Italia dimenticata, ma forse è un bene che uno stato come quello italiano si dimentichi di loro: hanno già sofferto abbastanza.
E allora se da una parte c'è questa Italia che piange, dall'altra c'è quella che grida. E' appunto l'Italia che dimentica, è l'Italia che vuole restare com'è perchè crescere significa fatica. E' l'Italia che attende una nuova tragedia per potersi lamentare e imprecare, cercando a tutti i costi un nome, un partito o un'idea da colpevolizzare. E già c'è chi sta contandosi i soldi in tasca, freschi freschi di tragedia. Soldi che puzzano di morte.

martedì 7 luglio 2009

Piove piove e la gatta non si muove


Ci risiamo. Basta un temporale un po' più intenso del solito acquazzone estivo e Milano si blocca, va in tilt: tombini intasati, sottopassaggi allagati, strade chiuse e mezzi fermi, code chilometriche, clacson a perdita d'udito e scene di isterismo collettivo. E' una storia che si ripete, purtroppo, quindi qualcuno deve avere delle responsabilità: ma alla fine, come sempre, a pagare sono solo i cittadini, con i disagi, i ritardi al lavoro etc...

Caro Sindaco, non sarebbe ora di lasciare le dorate stanze e andare in giro per le strade della Sua città? Se lo facesse si renderebbe conto che il nemico non è solo la pioggia: ci sono buche nell'asfalto - diciamo pure voragini - che sono trappole mortali per moto, scooter e biciclette; marciapiedi dissestati sui quali gli anziani rischiano di rompersi l'osso del collo e poi parcheggi selvaggi, doppie e triple file...e potrei andare avanti ancora con crescente disappunto.

Sindaco, La invito personalmente a fare un giro in scooter con me per le strade di Milano. La benzina ce la metto io, non si preoccupi.