La frase La legge è uguale per tutti vi dice qualcosa? In Italia spesso si cita aggiungendo una piccola postilla: La legge è uguale per tutti, meno uno, dove per quell’uno si intende il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le persone perbene, quindi solo quelle di sinistra, inorridiscono al fatto che costui sia il capo del governo e che invece non stia laddove meriterebbe, dietro le sbarre o, meglio ancora, sotto due metri di terra, ben compatta.
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martedì 27 settembre 2011
mercoledì 30 settembre 2009
Stasi siamo noi

Oggi su Corriere.it c'è un bell'articolo a firma Alessandro Piperno sul "caso Garlasco", o meglio su quanto si è scatenato intorno alla figura di Alberto Stasi. Quando tutto e tutti sembravano trovare impossibile che l'assassino di Chiara Poggi non fosse lui, i risultati della perizia super partes hanno cambiato lo scenario. Ora si fatica a pensare che possa aver ucciso lui la fidanzata. Io personalmente non so giudicare e pertantanto mi astengo. E' come quando ci si sveglia, si apre la finestra e una fitta coltre di nubi riempie il cielo e fa tutto scuro; poi un vento che viene da lontano spazza via le nuvole e tutto torna azzurro, sereno e luminoso. Non tutto però. Perchè la vita di Stasi, caso specifico di un problema generale, non sarà più la stessa, comunque andrà a finire il processo. E la vita di Stasi è la vita di tutti noi. Pensarlo innocente o colpevole dipende anche da ciò che abbiamo dentro noi, ciascuno di noi. Le nostre paure, i nostri vizi privati, le nostre antiche debolezze. Piperno descrive molto bene tutto questo e consiglio di leggere il suo pezzo di oggi, che si chiude con queste parole:
Eppure c’è la possibilità che Stasi, a dispetto delle più promettenti apparenze, sia semplicemente innocente. A quanto pare, oltre al suo corpo, al suo contegno e a certe bieche predilezioni sessuali non c’è indizio della sua colpevolezza. Ed ecco l’elemento che, al postutto, più mi agghiaccia: tutto nella nostra vita (tutto quello che facciamo e non sappiamo di fare, tutto quello che siamo e non sappiamo di essere) può offrire la futura prova e il futuro movente della nostra colpevolezza in un crimine che non abbiamo ancora commesso e che forse mai commetteremo.
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